Superare le fragilità con la pasticceria

Allora, chi vuole assaggiare? Le mani si alzano, gli apprendisti cuochi si fanno avanti. Margherita Pacelli, pasticcera professionista, ha appena sfornato la torta di mele che i ragazzi dello SPRAR Gerini – gestito dalla Cooperativa Eta Beta e parte del sistema di accoglienza SPRAR di Roma Capitale – hanno preparato insieme a lei. È lunedì pomeriggio, e come ogni primo giorno della settimana da circa due mesi i migranti pasticceri ospiti del centro di via Tiburtina 994 imparano l’arte di creare i dolci: “abbiamo fatto una lezione sulle creme, un’altra sulla pasta frolla, una sui tozzetti, una sulla torta della nonna. Oggi impariamo a fare la torta di ciliegie e quella di mele”. La prima lezione ha portato qualche difficoltà, colpa della timidezza e dell’italiano traballante, ma sono bastati una lavagna e un mediatore per alleggerire l’atmosfera. Se le chiedi come sono quegli allievi così speciali, Margherita sorride: “bravi, e molto appassionati. Spesso dopo aver imparato a fare un dolce, il giorno dopo vengono qui e provano a rifarlo. In alcuni di loro vedo veramente del talento”.

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