Premessa

La “Comunità Francesca Morvillo” è una struttura residenziale rivolta, ai nuclei madri con minori in difficoltà, il cui collocamento comunitario è disposto da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria deputata alla tutela minorile.
In particolare, il servizio accoglie donne, anche minorenni, in stato di gravidanza e/o con figli minori. L’intervento è complessivamente orientato alla VALUTAZIONE ed al SOSTEGNO della RELAZIONE MADRE-BAMBINO.
Si ritiene che, laddove ne esistano le condizioni, a esclusivo beneficio del bambino, vada salvaguardata la relazione del minore con la figura di attaccamento significativa. Il percorso comunitario, sia nella sua prima fase che in quella successiva finalizzata all’autonomia, contribuisce alla revisione di relazioni familiari disfunzionali: attraverso un’esperienza riparativa sotto il profilo educativo e psicologico e a un riavvicinamento al contesto sociale naturale.

Gli obiettivi

  • Sostenere situazioni familiari vulnerabili, le cui fragilità rischiano di causare o hanno determinato un pregiudizio per il minore.
  • Prevenire la creazione di legami di attaccamento disfunzionali, rimuovendo i comportamenti relazionali inadeguati che rischiano di compromettere un appropriato sviluppo del bambino.
  • Promuovere una genitorialità sana e responsabile; offrendo un contesto protettivo capace di sollecitare nella madre risposte adeguate ai bisogni del figlio.
  • Vivere un’esperienza affettivo-educativa mediante la possibilità di accedere ad una relazione d’aiuto che consenta all’adulto ed al bambino di sperimentare patterns relazionali differenti da quelli esperiti in precedenza.
  • Fornire un supporto alla ricostruzione della rete familiare quando questa costituisca un’idonea risorsa per la diade madre-bambino.
  • Aiutare le madri a ristrutturare il proprio stile di vita in maniera confacente ai bisogni del bambino.
  • Stimolare una presa di coscienza rispetto alle responsabilità genitoriali.
  • Creare un’esperienza alla madre per sperimentare potenzialità e limiti personali mediante la gestione del quotidiano, la contribuzione alle spese, la gestione dei figli, il mantenimento di un percorso lavorativo, nell’ottica di una reale progressiva emancipazione.

La strategia d’intervento

A partire dall’inserimento della coppia madre-bambino nel contesto comunitario si sviluppano due distinte fasi di lavoro:

  1. Osservazione e valutazione della qualità della relazione tra la madre ed il bambino, dove la centralità è posta sull’analisi delle caratteristiche del rapporto tra l’adulto ed il minore, con particolare rilievo alle competenze che la madre esprime in ordine alla propria genitorialità. 

    Le modalità di osservazione sono le seguenti:

    • l’osservazione spontanea delle routines quotidiane da parte delle figure educative
    • procedure standardizzate di osservazione (es. sedute di gioco) e di registrazione delle modalità relazionali esistenti all’interno della diade madre-bambino. Tale metodica, propedeutica alla successiva stesura del Piano Educativo Individualizzato, non si esaurisce tuttavia nella sua redazione, ma rimane presente, secondo una modalità circolare, per tutta la durata della realizzazione dell’intervento, poiché consente di ottenere i necessari feedback alla verifica e revisione del progetto in atto.
  2. Presa in carico del nucleo, per ogni utente viene effettuata la stesura di un progetto educativo individualizzato, condiviso con gli utenti e con la rete di servizi coinvolti nella gestione dell’intervento. 

    È uno strumento individualizzato, ad “uso ed immagine” del singolo, che conferma in itinere la congruità degli obiettivi selezionati. Il PEI è compilato con sistematiche osservazioni, aggiornamenti, verifiche e con gli strumenti appositamente finalizzati da parte degli operatori.

    Il processo che accompagna il raggiungimento degli obiettivi delineati è sostenuto sia mediante l’accompagnamento educativo nell’agire quotidiano sia attraverso i colloqui di sostegno psicologico alla genitorialità che supportano “il fare” con il “pensare”.

Interbento integrato: la rete

Per la realizzazione dei progetti di integrazione personale, la Comunità Francesca Morvillo promuove rapporti sia con i diversi Servizi Territoriali cui la struttura afferisce, sia con quelli del contesto di provenienza degli utenti.

Vengono in ogni caso coinvolte le Istituzioni di tutela e controllo che a vario titolo intervengono e le associazioni di Volontariato.

L’organizzazione delle attività avviene su una base d’interscambio di informazioni tra utenti, operatori e Istituzioni. Il percorso è improntato ad una continua interazione tra tutti gli attori coinvolti.

La capacità di dialogo e di comprensione delle necessità sociali ed economiche sono fondamentali per progettare e attuare interventi utili e sostenibili, evitando dispersioni e sovrapposizioni di competenze.

Lavorare con gli individui significa lavorare con la rete delle loro relazioni; lavorare sulle emergenze sociali richiede inoltre il supporto della rete territoriale istituzionale (ASL, Servizi Sociali, Tribunale Minorile, ecc.).

Pronto intervento madre-bambino

All’interno della struttura comunitaria è possibile inserire nuclei mamma-bambino anche in situazioni di emergenza, laddove sia richiesto un collocamento immediato secondo le disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.

Stante il carattere d’urgenza di tali inserimenti e, spesso, l’assenza di una conoscenza della situazione da parte degli invianti, i primi tempi della permanenza in struttura costituiscono un momento fondamentale per la valutazione.

Visite protette e osservate

Gli incontri protetti hanno lo scopo di salvaguardare il diritto di visita e di relazione del minore con il padre (e/o altre figure familiari di riferimento), quale diritto sostenuto dall’art. 9 della “Convenzione sui diritti dell’Infanzia”.

È un intervento dedicato all’osservazione, al monitoraggio e alla protezione delle relazioni, che offre al bambino un luogo e un tempo di incontro in cui sia possibile, in condizioni di sicurezza, lavorare per ricostruire una relazione sana e appropriata con il genitore e/o familiari. La presenza dell’educatore agli incontri favorisce la comunicazione, l’osservazione, la tutela, l’accompagnamento e lo sviluppo della relazione, aiutando i genitori a trovare modalità relazionali alternative a quelle messe in atto in passato.

La possibilità di usufruire di tale servizio viene valutata dall’équipe in base alla storia del nucleo accolto e delle dinamiche familiari in atto.

Frequenza e durata degli incontri vengono concordati con l’Ente affidatario.

È previsto un colloquio iniziale di conoscenza, in cui viene condiviso il regolamento degli incontri protetti, e colloqui in itinere con gli adulti coinvolti, oltre al lavoro di rete con gli operatori dei Servizi interessati.

Presa in carico psicoterapeutica dei casi dimessi

Al termine del percorso comunitario è possibile, sia per i minori che per le madri, proseguire il percorso psicologico avviato durante la permanenza in comunità.

Tale intervento necessita preventivamente di un’attenta valutazione di ogni singolo caso, sia da parte dell’équipe psico-educativa che dell’Ente affidatario.

Frequenza, costi e durata dell’intervento vengono concordati in fase di avvio del percorso.

La struttura

La struttura in cui si realizza il progetto è provvista di un ampio spazio esterno esclusivo con ingresso indipendente ed ascensore. É suddivisa in 6 appartamenti di circa 80 mq l’uno e cosi costituiti:

  • soggiorno con angolo cottura
  • un bagno
  • 2 camere da letto
  • 2 balconi

All’ultimo piano dell’edificio ci sono altri 2 appartamenti, uno dei quali adibito ad ufficio con una camera da letto per l’educatore in turno notturno, e l’atro appartamento è adibito a spazio comune per gli ospiti.

Tutti gli ambienti sono stati progettati per ricreare, per quanto possibile, un ambiente accogliente, intimo e familiare. In particolare, lo spazio – gioco è stato pensato per i bambini, per i momenti ludici di crescita da condividere insieme.

L’equipe educativa

L’équipe educativa della comunità minori è composta dalle seguenti figure:

  • Responsabile
  • Assistente Sociale
  • Psicologo
  • Educatori professionali
  • Operatori sociali
  • Volontari
  • Tirocinanti

  Il personale educativo offre i seguenti servizi:

  • Colloqui individuali
  • Sostegno alla genitorialità
  • Sostegno scolastico personalizzato
  • inserimento lavorativo
  • Gruppi educativi

Gli educatori, inoltre, collaborano con l’Assistente Sociale per:

  • organizzare e progettare la vita complessiva della comunità;
  • stendere il progetto educativo individualizzato;
  • seguire affiancando i genitori ove necessario i rapporti con le scuole;
  • gestire con mamme e minori tutti gli ambiti della vita quotidiana (aspetti sanitari, legali, scolastici, etc.) e del tempo libero;
  • monitorare l’andamento dei percorsi progettuali di ciascun nucleo;
  • gestire gli incontri protetti tra i minori e i loro familiari.

Strumenti di lavoro

Cartella individuale

Per ogni ospite viene prodotta e custodita una “Cartella personale” che raccoglie tutte le informazioni e le notizie di ordine personale, socio-familiare, sanitario, socioeducativo;

Riunione d’équipe

Con cadenza periodica (bimensile), vengono effettuati degli incontri sia per riflettere sull’andamento dei progetti individualizzati sia per apportare gli aggiustamenti necessari al fine di rendere più incisivo ed efficace il percorso operativo.

Formazione

Avvalendosi dei diversi enti formativi del territorio la cooperativa assicura ai propri operatori un supporto formativo in grado favorire il consolidamento delle competenze pedagogiche, sanitarie, di animazione e di sostegno genitoriale.

Supervisione

La supervisione per la comunità è uno strumento indispensabile di lavoro. La supervisione dei casi avviene attraverso un lavoro di osservazione svolto dagli educatori e discusso con un consulente di formazione psicologica, in un incontro mensile della durata di 4 ore.

Incontri di rete

Partendo dal Progetto di presa in carico elaborato con le diverse figure professionali, la Comunità collabora attivamente con i Servizi invianti mediante incontri e riunioni programmate.

Il piano educativo personalizzato

Lo strumento principale utilizzato dalla comunità nel rispondere al criterio di personalizzazione degli interventi è il Progetto educativo individuale.

Esso è un documento che esplicita gli obiettivi e gli interventi educativi riferiti al nucleo e ai suoi singoli componenti, tenuto conto della storia personale e familiare, osservandone le problematiche e le potenzialità di base.

Regolamento interno

Le regole di vita della Comunità Educativa vanno intese come un’occasione di crescita e di sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale di ogni componente del nucleo accolto.

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